PROVATI PER VOI: FRIGHT NIGHT (Microdeal, 1988)

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Cos’è? Cos’è? Ma che colore è?
Cos’è? Quel bianco intorno a me?

Cos’è? Cos’è? Questo vampiro qua

Cos’è? Cos’è? Matatari lo dirà

Com’è? Com’è? Com’è da giocar

insomma, insomma fa un po’ cag.. sbadigliar…

Tim Burton ci perdonerà per aver ripreso un po’ del suo Nightmare Before Christmas ma era necessario per varie ragioni, prima di tutto perché parliamo di un gioco dark, molto dark, pure troppo. Chi avrà una buona memoria della filmografia horror degli anni ’80 ricorderà un film dal titolo piuttosto chiaro: Ammazzavampiri. No, non si tratta di una donna (travestita da ragazzina) che zampetta per il mondo lanciando paletti a destra e a manca spalancando definitivamente le porte al nuovo modello di vampiro conquista cuori (già ci avevano pensato Cruise e Pitt e gli esiti sono sotto gli occhi di tutti….).

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Ammazzavampiri in realtà si intitolava Fright Night, e narrava le vicende di un ragazzo che si ritrovava, per sua sfortuna, un vicino di casa dai denti piuttosto aguzzi e dalla dieta quasi esclusivamente liquida. Il film all’epoca, 1985, riscosse un inaspettato successo e divenne un piccolo evento per gli appassionati del genere. Nel 1989 apparve il seguito (Fright Night II – Ammazzavampiri II) ma non riuscì a ripetere il colpaccio. Più recentemente, secondo la ben nota moda dei rifacimenti, è apparsa una nuova edizione, ovviamente in 3D, targata Dreamworks, del primo film: Fright Night (2011), giunto in Italia come Fright Night – il vampiro della porta accanto (no comment N.d.R.) raccogliendo un discreto successo tanto da avere in cantiere un seguito, Fright Night: new blood la cui uscita sul mercato americano è prevista per ottobre 2013.

A questo punto viene il dubbio che Matatari si sia convertito in un sito dedicato al cinema, ma non è così, infatti nel 1988 quei simpaticoni (?) della Microdeal, casa distributrice di videogiochi che non riusciamo a collegare a qualche titolo particolarmente interessante, pensarono fosse il caso di sfornare un videogioco basato sul film di successo.

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Nacque così Fright Night, un gioco d’azione che pareva, sulla carta e dalle prime foto, piuttosto promettente. Pareva, appunto.

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Il caricamento piuttosto rapido dell’unico dischetto lasciava spazio ad una bella schermata, riproduzione della locandina del film, e già per chi aveva visto il film iniziavano i dubbi. Una voce digitalizzata, peraltro di buona qualità, vi accoglie ricordandovi il titolo del gioco. Quello che però colpisce è l’accento “carpatico”, per così dire, mentre nel film non si era data nessuna connotazione extramericana al vampiro, interpretato da Chris Sarandon. Nessun Dracula dunque e così stupisce la scelta della voce che, si deve dire, ottiene comunque un certo effetto, soprattutto se, a differenza nostra, non ricordate subito gli esiti un po’ assurdi dei doppiaggi di Dracula (ancora ridiamo alla “ora delle vitorie” di Dracula 2 – l’ultimo santuario).

Per dare pepe all’azione non interpreterete il buono del film, il ragazzo vicino del vampiro, ma il vampiro stesso. Smaciullamenti in vista? Insomma…

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Il gioco si svolgerà nel corso di una settimana di vita/non-vita del nostro vampiro. Destati dal vostro sonno diurno al calare delle tenebre dovrete aggirarvi per la vostra magione, di giorno in giorno più ampia (caspita come lavorano questi muratori!) per eliminare gli intrusi, cibandovi del loro sangue. Gli intrusi sono costituiti da personaggi del film, ragazzini, un cacciatore di vampiri, una tenera (gnam) ragazza e così via. Loro, a differenza vostra, non si muoveranno dalla stanza dove verranno ubicati al principio di ogni livello e si limiteranno a bersagliarvi con un’arma (croci, ampolle di acqua santa etc..). Finito il vostro giro di ispezione, una volta certi di non avere brutte sorprese durante il vostro sonnellino giornaliero potrete tornarvene nello scantinato, nella vostra comoda cassa. Le peregrinazioni notturne saranno rese complicate prima di tutto dal tempo limite (indicato dalla luna in basso nello schermo) e poi, finito il primo giorno, da una serie di avversari aggiuntivi che vagheranno, in alcune delle stanze della casa, con l’intento di sottrarvi quanta più energia possibile. Non potrete difendervi, dovrete giusto evitare i nemici e assalire gli intrusi bevendone il sangue (e recuperando energia).

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Niente di più, nessun oggetto da raccogliere, nessuna particolare interazione con il ricco sfondo, molto ben disegnato ma totalmente immobile salvo per l’oscillare della fiamma di alcune candele. Il comparto sonoro è buono, la musica di David Witthaker è godibile, la qualità audio alta a partire dalla già citata voce digitalizzata fino allo spiritoso rutto vampiresco che seguirà ogni “pasto”, ma l’assenza di una qualsiasi reale evoluzione nel gioco renderà l’esperienza frustrante e molto, molto ripetitiva. Certo ogni nuovo giorno significherà una mappa più vasta, stanze nuove ben disegnate e un incremento della difficoltà, ma sfidiamo chiunque a non stufarsi presto di saltellare, chinarsi e aggirarsi tra i corridoi, inoltre dobbiamo dire che la cura della grafica non è all’altezza nel comparto della animazioni, in particolar modo il protagonista che risulta un po’ goffo e ingessato. All’epoca, vista la (giusta) tiepida accoglienza, il videogioco non ebbe un seguito, con i tempi che corrono e con li fresco rifacimento del film ci chiediamo se non sia prossimo qualche nuovo Fright Night, speriamo però non si tratti di un remake perché, a conti fatti, non ne vale proprio la pena.

Piccola nota di colore, il secondo motivo per cui abbiamo citato il celebre film di Tim Burton è che il vampiro di Frigh Night, Jerry Dandrige, era interpretato da Chris Sarandon, la voce di Jack Skeletron in Nightmare Before Christmas.

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